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IL GRIMORIO · TAVOLE PARLANTI

Tavole parlanti: da gioco di società a icona esoterica

L’oggetto ottocentesco documentato, il contesto dello spiritismo e le storie nate in seguito.

Divinazione e artigianatoTHE LITTLE SORCERER

L’oggetto ottocentesco documentato, il contesto dello spiritismo e le storie nate in seguito.

Il contesto dell’Ottocento

Le tavole parlanti appartengono al mondo dello spiritismo ottocentesco, quando molte persone cercavano un contatto con i defunti. Entrarono anche nelle case come passatempo da condividere. I due ambiti si sovrapponevano: il fatto che qualcuno la considerasse un gioco non impediva ad altri di attribuirle un valore spirituale.

È facile immaginare un’origine nell’antico Egitto. Le testimonianze storiche relative alla tavola commerciale che conosciamo portano invece altrove. Nel 1890 Elijah J. Bond depositò una domanda di brevetto negli Stati Uniti, concessa il 10 febbraio 1891: descriveva una “Ouija or Egyptian luck-board” come giocattolo o gioco. “Egyptian” faceva parte del nome e dell’immaginario, non dimostra una provenienza dall’antico Egitto.

Che cosa mostra il brevetto

Il progetto di Bond univa alfabeto, numeri, YES e NO, altre figure e un piccolo elemento mosso con le mani. Il puntatore sporgeva da un pezzo con quattro piedini; il feltro sotto i piedini proteggeva la superficie. La planchette con finestra, oggi familiare, è dunque una possibile soluzione per indicare i segni, non l’unica.

Il documento descrive una tavola capace di trasformare piccoli movimenti in lettere leggibili. Non ci dice che cosa credesse ogni partecipante, né certifica alcun contatto con gli spiriti. Un brevetto documenta un oggetto e una data, non un meccanismo soprannaturale.

FONTI E CONTESTO

Fonte storica: il brevetto originale di Elijah J. Bond (US 446,054, 1891). Documenta un oggetto fabbricato, non la presenza di spiriti.

Come è cambiata la sua immagine

Le tavole successive hanno cambiato forma, caratteri e decorazioni. Luna, stelle, alfabeti elaborati e la parola GOODBYE sono diventati parte di un linguaggio visivo immediatamente riconoscibile. Cinema e racconti di fantasmi ne hanno accentuato l’aspetto inquietante. Oggetto storico, pratica condivisa e immagine di fantasia convivono ormai sulla stessa superficie di legno.

Una tavola artigianale continua questo dialogo visivo. Scegliere lettere, simboli, finitura e planchette abbinata è una decisione di progetto. Il significato personale che ciascuno attribuisce all’oggetto resta suo.

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Tra le pagine e la bottega

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La planchette spiegata ↗I simboli della tavola parlante ↗Dalla bottega: come nasce una tavola Ouija ↗Esplora le tavole Ouija artigianali ↗